
Kim Jong-un non ha un successore ufficiale designato, e il sistema ereditario della Corea del Nord significa che i suoi figli o un membro stretto della famiglia sarebbero il sostituto più probabile se fosse incapacitato o rimosso dal potere.
Direzione ereditaria della Corea del Nord senza limite di mandato.
Chim Chong-un ha guidato la Corea del Nord dal 2011 senza limiti di mandato, operando all'interno di un sistema ereditario che ha trasferito il potere da suo nonno Chim Il-sung a suo padre Chim Chong-il e ora a lui. Il regime non ha reso pubblico il nome di un erede né ha stabilito protocolli formali di successione, lasciando la questione della sostituzione in gran parte opaca agli osservatori esterni. Questa assenza di trasparenza riflette la natura personalistica dell'autoritarismo nordcoreano, dove il potere fluisce attraverso la discendenza familiare e la lealtà del cerchio ristretto piuttosto che attraverso meccanismi istituzionali.
Kim Jong-un ha figli, inclusa almeno una figlia che è apparsa nei media ufficiali dello stato, rendendo i discendenti diretti i successori più probabili secondo il modello ereditario della Corea del Nord. Sua sorella minore Kim Yo-jong, che detiene un'influenza significativa come alto funzionario ed è stata vista a importanti eventi di stato, rappresenta un altro membro della famiglia con posizione politica comprovata. Un fratello o un figlio richiederebbe la convalida dell'apparato militare e del partito, ma l'investimento del regime nella continuità familiare suggerisce che la successione seguirebbe linee patrilineari o familiari strette piuttosto che produrre un estraneo.
L'Esercito del Popolo Coreano e il partito dei Lavoratori al potere della Corea consoliderebbero in ultima analisi se un erede designato o presunto potesse consolidare il potere in seguito alla partenza di Kim Jong-un. L'attività recente monitorata dai sistemi di sorveglianza geopolitica mostra Kim Jong-un che supervisiona le esercitazioni missilistiche ipersoniche e rivendica capacità avanzate per i missili a raggio intermedio, rafforzando la sua presa sull'autorità militare. Qualsiasi successore avrebbe bisogno di dimostrare un controllo comparabile sull'apparato di sicurezza e l'impegno nei programmi di armi nucleari e missili del regime, che rimangono centrali per la coesione dell'élite e la legittimità del regime.
Le sanzioni internazionali, il deterioramento economico o i calcoli errati militari potrebbero destabilizzare il processo di successione, sebbene le dinamiche interne della Corea del Nord determinerebbero in ultima analisi i risultati piuttosto che la sola pressione esterna. Una crisi di successione potrebbe produrre competizioni fattuali tra alti funzionari o comandanti militari se la legittimità familiare si fosse fratturata, sebbene il regime abbia dimostrato la capacità di reprimere il dissenso interno. Per ora, Kim Jong-un mantiene il controllo effettivo con un punteggio di influenza di 25 su 100 nei sistemi di tracciamento geopolitico, il che significa che la successione rimane una contingenza piuttosto che una questione immediata.