
Il conflitto rimane in fase cinetica attiva con attacchi escalanti su infrastrutture civili.
La Russia continua il bombardamento intensivo di Kyïv, colpendo i ponti principali come parte di una campagna più ampia contro gli obiettivi della capitale ucraina.
L'Ucraina risponde con attacchi a lungo raggio su infrastrutture energetiche russe, in particolare raffinerie, in un'escalation reciproca che non mostra segni di de-escalation.
La Russia ha approfondito i partenariati militari con la Cina, con truppe cinesi che partecipano all'esercitazione Tsentr 2026. Questo rappresenta una dimensione geopolitica significativa al di là del conflitto bilaterale. La comunità dell'intelligence traccia 86 segnali russi e 74 segnali ucraini, riflettendo un'attività militare sostenuta in tutti i domini.
Nessuna delle due parti mostra disponibilità a negoziare gli accordi territoriali. L'attrito rimane elevato, con le infrastrutture civili che diventano obiettivi primari. Il conflitto si è trasformato in una guerra di logoramento economico e militare, con le potenze esterne sempre più investite nell'esito.